Menu di navigazione principale
Il principale obiettivo del progetto MICHAEL (Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe) è mettere a disposizione di un pubblico mondiale la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale europeo dando accesso via Internet alle collezioni digitali di musei, archivi, biblioteche e altre organizzazioni culturali e scientifiche di tutta Europa.
Finalità principale del servizio è consentire agli utenti di reperire agevolmente, in modalità multilingue, informazioni sulle risorse digitali europee di interesse culturale, e di valutarne la rilevanza ai propri scopi informativi e di ricerca attraverso indicazioni di contesto sulle istituzioni che le producono o gestiscono, sui progetti nell’ambito dei quali risorse e servizi vengono realizzati e sulle collezioni fisiche eventualmente digitalizzate nel contesto di tali progetti. Una volta identificate le risorse digitali di interesse, l’utente viene indirizzato verso il servizio on-line o il prodotto off-line che vi dà accesso.
Il pubblico cui MICHAEL si rivolge è estremamente ampio e variegato: studenti e insegnanti, professori e ricercatori, appassionati e semplici curiosi, professionisti del settore cultura e imprese creative in cerca di contenuti culturali digitali; ciascuno potrà trovare collezioni di proprio interesse.
I progetti MICHAEL e MICHAELplus
I progetti europei MICHAEL e MICHAELplus, finanziati dalla Commissione European nell’ambito del programma eTEN, hanno creato una rete di banche dati nazionali che danno accesso al patrimonio culturale attraverso la descrizione di livello collezione delle risorse digitali di interesse culturale e scientifico sviluppate nel corso degli anni da organizzazioni culturali private e pubbliche, della più diversa appartenenza amministrativa, situate in ciascun paese partecipante al progetto. Portali nella lingua locale offrono un servizio articolato di interrogazione e consultazione di ogni banca dati nazionale. I database nazionali mettono i propri dati a disposizione del portale europeo MICHAEL Culture, che li aggrega e li propone al pubblico di tutto il mondo in modo integrato e su base multilingue. Le oltre 10.000 collezioni digitali accessibili tramite MICHAEL Culture corrispondono a milioni di oggetti fisici o digitali appartenenti a quasi 4000 istituzioni di tutta Europa, e rappresentano una mappa sempre più esaustiva del patrimonio culturale europeo nella sua diversità.
L’associazione MICHAEL Culture
Una associazione internazionale senza scopo di lucro, chiamata MICHAEL Culture, è stata istituita allo scopo di mantenere e sviluppare il servizio e la rete di MICHAEL oltre il termine del finanziamento europeo. Il MiBAC, per il tramite di ICCU, è responsabile della vicepresidenza dell’associazione.
MICHAEL ha avviato in Italia la catalogazione sistematica delle collezioni digitali e digitalizzate a cura di istituzioni culturali di ogni settore, dimensione o appartenenza amministrativa presenti sul suolo nazionale.
Attualmente, il servizio MICHAEL italiano offre al pubblico la descrizione e l’accesso a oltre 3800 collezioni digitali di interesse culturale o scientifico, censite e descritte coinvolgendo oltre 1.800 organizzazioni culturali.
La banca dati MICHAEL contribuisce a Cultura Italia, cui consente anche di individuare contenuti di possibile interesse.
I benefici
Tanto in Italia che negli altri paesi che partecipano al progetto, MICHAEL si è dimostrato uno strumento semplice ed efficace, che consente di raggiungere gli obiettivi che ci si era prefissati al momento della sua ideazione, e produce anche vantaggi inattesi.
A ministeri ed enti locali il censimento delle collezioni digitali consente di monitorare i risultati dei finanziamenti, di pianificare nuove iniziative di sviluppo, per esempio per la messa online o la conservazione di lungo periodo dei contenuti digitali ottenuti, o di attivare sinergie con progetti complementari o affini.
Le istituzioni culturali sono in grado di raggiungere pubblici più vasti, nazionali e internazionali, conquistando una maggiore visibilità per le proprie collezioni, e vedono incrementarsi gli accessi ai propri servizi online. Si è constatato che tali risultati stimolano le istituzioni stesse a incrementare i progetti di digitalizzazione in quantità e qualità. Lo stesso tracciato della scheda per la descrizione delle collezioni digitali talvolta fa sorgere la consapevolezza dei requisiti minimi e degli standard da tenere presenti quando si progetta una collezione digitale.
Gli utenti, infine, hanno a disposizione uno strumento che permette loro di raggiungere, attraverso un unico punto di accesso e tramite strategie di ricerca intuitive e differenziate, informazioni estese, varie e contestualizzate sui contenuti e gli oggetti digitali prodotti dalle istituzioni culturali. MICHAEL consente di filtrare e organizzare la grande mole di contenuti pubblicati sul Web in modo tale da reperire, valutare e interpretare i materiali messi a disposizione dalle istituzioni in formato digitale.
Il MICHAEL Data Model
Con MICHAEL si è affermata una metodologia europea per la creazione e l’accesso distribuito a inventari di contenuti digitali culturali basata su standard internazionali, che supporta una gamma crescente di attività e iniziative, su scala tanto locale, che nazionale e internazionale.
La chiave di volta del sistema è il modello dei dati, che fa riferimento ai principali standard internazionali del settore e, in particolare, a Dublin Core, con il cui profilo di applicazione per la descrizione di livello collezione si trova sostanzialmente allineato. Il DC Collections AP riprende infatti e sviluppa lo standard britannico RSLP Collection Description principale riferimento disponibile al tempo in cui il gruppo tecnico di MICHAEL ha lavorato al modello dei dati (2004-2005).
Il data model di MICHAEL collega la descrizione della collezione digitale a informazioni di contesto fondamentali ai fini della sua completezza e interpretazione, con l’obiettivo di consentire all’utente di stimare appropriatamente la rilevanza della collezione digitale ai propri scopi informativi o di ricerca.
Nel MICHAEL Data Model, infatti, la classe, o entità, Collezione digitale è collegata attraverso relazioni predefinite a:
In corrispondenza di elementi descrittivi ritenuti di fondamentale importanza ai fini dell’indicizzazione e recupero dell’informazione, MICHAEL prevede delle terminologie standard. Per lo più si tratta di brevi vocabolari identificati o elaborati sulla base dei più comuni standard internazionali (Dublin Core, ISO, W3C, UNESCO etc.). Alcune terminologie sono state sviluppate o personalizzate a livello nazionale.
La ricchezza e la precisione del corredo descrittivo, pur nella sua semplicità, fa sì che le schede di MICHAEL si prestino a molteplici strategie di ricerca e che pertanto il censimento e la catalogazione supportino varie finalità istituzionali, dall’inventario patrimoniale alla ricerca storica e scientifica, dalla comunicazione del patrimonio all’accesso all’informazione culturale, dall’incremento del livello di qualità nella digitalizzazione al monitoraggio dei finanziamenti, e tante altre, spesso impreviste nel momento in cui il progetto è stato ideato, ma via via attestatesi nella pratica.
La piattaforma software
Il modello dei dati MICHAEL è stato implementato attraverso una piattaforma software che si basa su vari moduli open source, ovvero a codice sorgente aperto (Apache Web Server, Cocoon, Tomcat, Lucene, eXist, Xdepo, SDX) ed è stata a propria volta pubblicata sul servizio sourceforge.net.
Il software MICHAEL si compone di due moduli: il cosiddetto Modulo di produzione, accessibile da qualsivoglia punto di accesso a Internet, che consente ai catalogatori registrati la creazione e l’aggiornamento dei record xml tramite maschere web e la loro reciproca interconnessione, e il Modulo di pubblicazione, che fornisce le funzionalità di base dell’interfaccia pubblica.
La scelta dell’open source, insieme a quella degli standard internazionali per la sintassi descrittiva, le terminologie, il protocollo di trasmissione dei dati (OAI-PMH) e la licenza standard dei diritti sui record descrittivi (Creative Commons Attribuzione - Non Commerciale, che chiarisce che qualunque soggetto può riprodurre e distribuire le informazioni purché ne citi la fonte e siano esclusi fini di lucro) favoriscono l’interoperabilità fra MICHAEL e altri servizi web che vi si possono utilmente interconnettere. 
Struttura organizzativa e interoperabilità delle banche dati MICHAEL ai diversi livelli.
Per ulteriori informazioni: ic-cu@beniculturali.it