ICCU | Istituto Centrale per il Catalogo Unico - La catalogazione delle fotografie
Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Indice dei servizi online

Menu di navigazione
Home page »  SBN  »  SBN Notizie (1998-2001)  »  La catalogazione delle fotografie

Menu di navigazione principale




Indice dei servizi online


Contenuto della pagina


La catalogazione delle fotografie

(Elena Berardi - ICCU)

Presso l’Istituto è stato istituito un gruppo di lavoro con il compito di analizzare le modalità del trattamento del materiale fotografico in SBN. Al gruppo di lavoro partecipano, oltre all’ICCU, le due Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze, la Biblioteca Marciana e la Soprintendenza per i Beni Librari e Documentari della Regione Emilia-Romagna (1).

L’esigenza di costituire un gruppo di lavoro sulla fotografia è nata dalla necessità, più genericamente avvertita, di implementare la base dati SBN con nuovi tipi di materiali, ampiamente diffusi nelle biblioteche.

Difatti, nella prospettiva dell’evoluzione del Servizio Bibliotecario Nazionale ed in analogia con quanto avviene a livello internazionale in ambiti analoghi, si ritiene prioritaria la creazione di una base dati integrata che consenta la gestione adeguata per ciascuna tipologia di materiali diversi, quali quelli grafici, cartografici, audiovisivi ecc., tenendo presente, ad esempio, come l’attuale ripartizione, del tutto convenzionale in antico e moderno, pensata per il libro, non si attaglia a beni per i quali tale scansione temporale sarebbe del tutto fittizia e, quindi, arbitraria.

Il lavoro svolto dal gruppo sinora ha avuto come punto di riferimento la fotografia per quanto attiene la sua descrizione e gestione. E’ ovvio che gran parte dell’analisi e dei risultati raggiunti potranno essere utilizzati, completamente o in parte, anche nel trattamento di altri materiali grafici.

Inoltre, comune alle fotografie, ma anche ai disegni, alle stampe ecc., è la necessità di prevedere un link tra la base dati descrittiva e quella relativa alle immagini utile sia a livello informativo, con la funzione di guidare la ricerca iconografica tra materiali diversi, sia ad evitare duplicazioni che risulterebbero altrimenti copiose.

Il gruppo di lavoro sta pertanto lavorando su due linee prioritarie di analisi ed approfondimento:

1. la definizione degli elementi, specifici per il materiale fotografico, per la realizzazione della base dati integrata, con l’individuazione di dati e funzioni;

2. l’aggiornamento di La fotografia.: Manuale di catalogazione a cura di G. Benassati che, benché risalga a nove anni fa, rimane a tutt’oggi in Italia l’unico strumento di riferimento per la catalogazione della fotografia.

Un altro elemento di novità nell’ambito del trattamento della fotografia, è costituito dall’iniziativa dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione che ha attivato un gruppo di lavoro per la realizzazione di una scheda di catalogazione per la fotografia che, partendo da una precedente scheda, lacunosa in molte sue parti, ha realizzato un prodotto integrando schede preesistenti per la catalogazione delle opere d’arte, stampe e matrici incise ed è giunta alla definizione di una nuova scheda con relativo manuale pubblicato nel mese di novembre 1999.

Il lavoro ha visto coinvolti: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (ICCD, ICCU, Istituto Nazionale per la Grafica e Archivio Centrale dello Stato), la Soprintendenza per i Beni Librari e Documentari della Regione Emilia-Romagna e il Centro Regionale di Catalogazione e Restauro dei Beni Culturali della Regione Friuli-Venezia Giulia.

La collaborazione, indubbiamente positiva, ha generato riflessioni e confronti tra esperienze, logiche e linguaggi diversi; pur avendo, infatti, come comune denominatore lo studio della catalogazione della fotografia, bene culturale da sempre posseduto e conservato in contesti diversi, sono emerse difficoltà dovute al tentativo di voler identificare elementi, standard, liste di autorità e quanto consente l’intero scambio delle informazioni e il loro riutilizzo.

Tale collaborazione appariva essenziale e non più rinviabile anche per la necessità di uniformarsi a quanto stabilito dall’Unione Europea in materia di cooperazione tra archivi, musei e biblioteche (V Programma quadro per lo sviluppo e l’applicazione delle medesime tecnologie ai beni culturali).

Si doveva ottemperare da un lato ad istanze tipiche di contesti specialistici e più orientati verso esigenze di censimento, dall’altro alle necessità di un catalogo in cui vengono descritti, con specifiche adeguate, materiali diversi ad un livello generale. L’iniziale difficoltà è stata superata, in linea con le metodologie in uso presso le biblioteche, prevedendo la possibilità di scambiare i dati attraverso l’uso di un formato comune, utilizzato a livello internazionale, l’UNIMARC, per i dati inerenti la descrizione. E’ stato così raggiunto l’obiettivo minimo di consentire lo scambio di record in formati catalografici biblioteconomici e storico-artistici, rendendo quindi fattibile la condivisione di informazioni descrittive tra diversi sistemi e garantendo all’utente, mediante accessi uniformi, la possibilità di navigare da un archivio all’altro.

Resta a tutt’oggi da concordare l’applicazione degli standard in uso a livello internazionale e in ottemperanza delle direttive definite a livello europeo sulla cooperazione tra archivi, musei e biblioteche, per quanto riguarda gli archivi di autorità.

In effetti, a seconda del contesto in cui è inserita la fotografia ha finora visto sottolineati solo alcuni dei suoi significati (fotografia come opera d’arte, fotografia come raffigurazione di un’opera d’arte, fotografia come testimonianza storica, ecc.). In realtà, così facendo si è frantumata l’unità del significato racchiuso nella fotografia. Né va dimenticato come la fotografia abbia conosciuto non solo una distorsione del suo essere, ma addirittura un occultamento. Nelle biblioteche, ad esempio, ma non solo in esse, viene spesso trattata come materiale del tutto secondario, spesso non catalogato ma semplicemente inventariato, non fruibile al pubblico.

Seppure con i limiti evidenziati l’esperienza del gruppo di lavoro è segno dell’accresciuto interesse per la fotografia, troppo a lungo relegata ai margini della politica culturale del Ministero.

Da un punto di vista istituzionale, la fotografia, intesa come categoria di beni meritevole di tutela e valorizzazione, compare solo in via secondaria nel D.P.R. 3 dicembre 1975, n.805 di organizzazione del Ministero per i beni culturali e ambientali (art.29 in cui si parla di salvaguardia, catalogazione e divulgazione di beni concernenti la produzione grafica e fotografica).

Solo ora, con l’aprirsi del nuovo Ministero per i beni e le attività culturali all’insieme delle forme espressive contemporanee, la fotografia appare nella sua pienezza di oggetto culturale tra le materie di attribuzione di quest'ultimo (decreto legislativo 20 ottobre 1998, n.368, art.2), fino a giungere alla recente istituzione di uno specifico Museo (Legge 12 luglio 1999, n.237, art.1 – Istituzione del Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee e di nuovi musei, nonché modifiche alla normativa sui beni culturali ed interventi a favore delle attività culturali), fermamente voluto dal Ministro Veltroni. La nuova istituzione si dovrà occupare in maniera unitaria delle problematiche di catalogazione, conservazione, ricerca e valorizzazione, oggi frammentate e disperse.

(1) Il gruppo è composto da: Elena Berardi, Maria Lucia Di Geso, Patrizia Martini (ICCU); Laura Biancini (BNCR), Anna Lucarelli (BNCF), Mirella Canzian (Biblioteca Marciana), Giuseppina Benassati (Regione Emilia-Romagna).

Torna su

Ultimo aggiornamento: 11.02.2011