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Linked Heritage

Linked Heritage (2011-2013) è stato finanziato attraverso l’ICT Policy Support Programme della Commissione europea e ha coinvolto 22 paesi europei, Russia, Israele, e centinaia di istituzioni culturali di ogni settore (archivi, biblioteche, musei) sotto il coordinamento dell’ICCU.
 
I partner italiani sono stati, oltre all’ICCU, il Centro di Ateneo per le Biblioteche dell’Università di Padova, l’Ufficio sistemi informativi e documentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il centro DigiLab dell’Università di Roma La Sapienza, l’Archivio Franca Rame - Dario Fo, l’agenzia europea mEDRA di registrazione del DOI (Digital Object Identifier) e la società Promoter.

Linked Heritage ha fornito oltre due milioni di nuovi dati a Europeana.I record italiani provengono da Internet Culturale, il portale italiano delle biblioteche, e sono forniti tramite CulturaItalia.

Oltre al tema specifico dell’aggregazione di contenuti digitali, Linked Heritage ha affrontato anche altre materie importanti: in primo luogo il multilinguismo con l’obiettivo ambizioso di creare una Terminology Management Platform (TMP) per la mappatura semi-automatica di terminologie multilingue in uso presso tutti i settori del patrimonio (biblioteche, musei, archivi, editori); questa piattaforma è in fase di completamento nel corso del progetto AthenaPlus.
 
Un’altra area di ricerca è stata quella dei linked data di ambito culturale, ancora scarsamente esplorata, nell’ambito della quale si stanno svolgendo delle attività sperimentali, utilizzando anche dati italiani.
Un altro grande tema trattato dal progetto è stato il rapporto con gli editori e la pubblicazione online (e in Europeana in particolare) di dati soggetti a copyright; al momento infatti Europeana ospita rari contributi  provenienti dal mondo dell’editoria (tradizionale e digitale) e in generale da enti privati che commerciano in dati, poiché il modello di business che è alla base del portale europeo nasce a misura di un ambito culturale pubblico o quantomeno votato alla pubblica diffusione della cultura.
Grazie a Linked Heritage si è potuto dimostrare il valore anche economico di Europeana nei confronti del settore commerciale.
Tutta la conoscenza accumulata e prodotta nell’ambito del progetto è stata infine utilizzata per produrre materiale e-learning per la formazione universitaria e di professionisti dei beni culturali.
 
Per ulteriori informazioni: ic-cu@beniculturali.it
Ultimo aggiornamento: 19.08.2014